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venerdì, 18 settembre 2009

Primi gemelli

In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora piu’ speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perche’ tra di loro vi e’ sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.
Mattia pensava che lui e Alice erano cosi’, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.
(La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano)
postato da: blogexperiment2 alle ore 09:20 | link | commenti (8)
categorie: cio che faccio mio
venerdì, 28 agosto 2009

Irrinunciabile

“Entriamo. Prendiamo un tè. Una limonata. Dimmi che poesie hai scritto”.
“Te l’ho detto” rispose lei. “ Ho smesso di scrivere poesie”.
“Non saresti la prima ad averci provato senza riuscirci” replicò lui. “Certe persone rinunciano alla poesia ma la poesia non rinuncia a loro”.
 
Da: "La Traduttrice" di John Crowley
 
postato da: blogexperiment2 alle ore 08:10 | link | commenti
categorie: cio che faccio mio
giovedì, 27 agosto 2009

Nulla

“Gli risposi che non avevo niente da dire. E lui disse che la poesia era proprio quello: parlare di nulla. Del Nulla che non puo’ essere detto”.
 
Da: "La Traduttrice" di John Crowley
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:35 | link | commenti (2)
categorie: cio che faccio mio

Cadere in su

“Non ha importanza”.
“Per me, si’” asseri’ lui. “Che tu non ci sia. Che io non ti veda piu’. Ha molta importanza”.
“Davvero?”
“Davvero”.
Fu come se Kit varcasse un confine invisibile e cadesse, ma in su, non in giu’. Lui aveva pensato a lei. Aveva pensato a lei quando lei non c’era, proprio come lei aveva pensato a lui: chi era, cos’era. Aveva pensato a lei, e forse anche per le stesse ragioni, ragioni cui Kit non sapeva dare un nome.
“D’accordo” disse. “Lo faro’. Rimarro’. Sino alla fine”.
 
Da: "La Traduttrice" di John Crowley
postato da: blogexperiment2 alle ore 08:27 | link | commenti
categorie: cio che faccio mio
mercoledì, 26 agosto 2009

Te stesso

Kit, come straziata da quel finale agrodolce, un giorno, penso’ a quando sedeva con Falin all’All Night Cafeteria. Prendi la mia mano e subito dimmi: cos’hai nel cuore? Penso’ – lo sapeva, di colpo, per certo – che Falin lo aveva detto a lei. Aveva voluto che lei rispondesse qualcosa, anche se Kit non sapeva perche’. E con una subitaneita’ viscerale Kit pianse e continuo’ a piangere.
Come si poteva dire cosa si aveva in fondo al cuore, come? Cio’ che hai nel cuore non si puo’ mai dire, perche’ e’ cio’ che sei dentro, te stesso.
 
Da: "La Traduttrice" di John Crowley
 
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:14 | link | commenti (2)
categorie: cio che faccio mio

Dimmi cos'hai nel cuore

Da lontano, da mane a sera
E dal remoto cielo dai dodici venti,
l’essenza della vita che mi lega
soffia costi’: qui sono.
 
Ora – per prendere fiato indugio
E non andare in pezzi –
Prendi la mia mano e subito dimmi
Cos’hai nel cuore.
 
Parla, ora, e io rispondero’;
Dimmi come posso aiutarti;
prima che alle dodici quarte del vento
io prenda la mia strada senza fine.
 
Da “Il ragazzo dello Shropshire” di A.E. Housman - Citato in "La Traduttrice" di John Crowley
postato da: blogexperiment2 alle ore 10:41 | link | commenti
categorie: cio che faccio mio
martedì, 25 agosto 2009

Fiori di neve

"E poiche' in sole cinquanta primavere

Le cose in fiore son rare da godere,

Lungo il bosco me ne andro' lieve

A veder i ciliegi fioriti di neve."

A.E. Housman - Citato in "La Traduttrice" di John Crowley

postato da: blogexperiment2 alle ore 10:19 | link | commenti
categorie: cio che faccio mio