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lunedì, 30 novembre 2009

E' stato un piacere, amore mio

Avrei potuto regolare la faccenda con un bonifico, ma farlo di persona e’ un piacere che non mi voglio negare.
Mi vesto per l’occasione, un vestito con fiori stilizzati, sfumati pastello, impalpabile, leggero, finalmente leggera. La scollatura e’ profonda, le spalline sono sottili e lasciano  anche la schiena scoperta. La stoffa mi accarezza le gambe nude mentre mi muovo per la stanza e calzo scarpe con i tacchi. Un tocco di rossetto ed esco.
Ticchetto ritmata lungo il corridoio che porta all’ufficio, entro annunciata.
Lui mi viene incontro galante, mi prende le mani come se volesse aggrapparsi, mi guarda negli occhi ma so che, piu’ in basso, non gli sfuggono i seni. Parla, parla, non smette un attimo di parlare e sorride con un sorriso che gli arriva fino alle orecchie, sembra un cucciolo che saltella mendicando una carezza.
Mi siedo e gli firmo l’assegno, lo accetta imbarazzato, se potesse lo rifiuterebbe dicendo che per lui e’ stato un piacere. Poso la mano sul dorso della sua, come a trattenergli dentro quei soldi che si e’ meritato. “Grazie, davvero.”
Gli si spostano in su le orecchie per far posto ad un altro pezzo di sorriso che neanche sapeva di poter raggiungere e arriva la segretaria portando il vassoio del caffe’. Due tazze, la zuccheriera e un piccolo vaso con un bocciolo di rosa.
Mi giro e le sorrido, lei pure ed esce.
Lui mi chiede ora che progetti ho e mi offre incondizionato aiuto per qualsiasi cosa. Mi accendo la sigaretta con le mani che tremano un po’ e bevo il caffe’. Lo rassicuro, sapro’ cavarmela, anche grazie ai cospicui alimenti che e’ riuscito a farmi ottenere. Si’, il suo numero ce l’ho, non esitero’ a chiamarlo in caso di bisogno.
Mi alzo e gli stringo la mano, lui si trattiene a stento dall’abbracciarmi, e’ visibilmente commosso.
Esco, chiudendo la porta sull’immagine di lui, rosso in viso, gli occhi brillanti, che continua a fissarmi. Alla reception non c’e’ nessuno. Chiudo la porta dello studio e tu sei li’, sul ballatoio. Mi tiri in un angolo riparato e mi baci e mi tocchi ovunque. Poi ti scosti e ti aggiusti il vestito, i capelli.
“Devo rientrare, si chiedera’ che fine ho fatto.”
“Ok, ci vediamo da te stasera?”
“Si’, a chi li lasci i bambini?”
“Al padre, ora che siamo divorziati e ho io la custodia, gli e’ venuta improvvisamente la smania di vederli il piu’ possibile, approfittiamone finche’ dura.”
“Ciao.”
“Ciao.”
Scendo le scale, mi volto e sei ancora li’ a guardarmi.
“Ah..”  dico mostrandoti il bocciolo che stringo ancora in mano, “grazie per il caffe.”
“E’ stato un piacere, amore mio.”
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:46 | link | commenti (17)
categorie: strane storie

What women say

“io convengo con la segretaria che mi aveva descritto la signora Deborah Veneri coniugata Gelidi uno schianto di donna, una bellezza mozzafiato con un fisico da urlo”.
 
Il linguaggio delle donne, questo sconosciuto inascoltato!
 
Davvero esistono donne che descrivono altre donne in questi termini? Forse, ma in questo caso il perche’ e’ spiegato nel post successivo, liberamente ispirato da questo post di ilviaggiofermo.
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:42 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 26 novembre 2009

Punto fermo

. E poi c'e' un seguito.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:23 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 24 novembre 2009

Comunicazione

E’ impossibile non comunicare.
Detto questo, tra quelli che hanno maggiormente bisogno di imparare a comunicare ci sono spesso proprio le persone che si occupano di comunicazione.
Un conto e’ sapere tutte le regole, saper scegliere le parole giuste per il modello di comunicazione piu’ adatto per fare arrivare uno specifico messaggio ad un destinatario X, un altro e’ saper usare la comunicazione per interagire con gli altri e gestire rapporti interpersonali in cui bisogna confrontarsi con il lato emozionale di ciascuno.
In questo secondo caso, entrano in gioco cose come l’attenzione verso l’altro, l’empatia, l’apertura nei confronti di vissuti diversi, il rispetto.
E’ impossibile non comunicare ed e’ difficilissimo farlo bene.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:07 | link | commenti (5)
categorie: un mondo senza buon senso
lunedì, 23 novembre 2009

Non e' piu' questione di fede

Cara Rita,
Perdonami.
Siamo entrate qui insieme ma ora devo andarmene da sola.
Avrei voluto parlarti, abbracciarti, ma violare le regole della comunita’ ti avrebbe causato ritorsioni che non ti meriti. So che discuterne non sarebbe servito, ti conosco bene e, come la tua lettera mi ha confermato, non mi avresti seguita fuori da qui.
Ammiro la tua forza ma io non sono come te. Il peso dei  sacrifici che tu hai saputo accogliere io l’ho sentito tutto, a cominciare dal taglio dei capelli, e’ stato li’ che ho iniziato pian piano a chiudermi in me stessa e nella mia disperazione.
Il tuo percorso che porta alla luce non e’ piu’ il mio, la luce per me e’ lontano da qui, lontano da lui.
Non sopporto piu’ la sua vista, il modo in cui ci tratta, questo suo fare il dio padre che loda e punisce a suo capriccio, le prove a cui ci sottopone, gli insulti, lo sminuirci. Rivoglio la mia identita’ e la mia liberta’. Devo andarmene per non impazzire.
Forse hai ragione, forse c’e’ davvero qualcosa di prezioso nelle sue parole, ma non ho piu’ la lucidita’ per coglierlo, vedo solo il suo enorme ego e le sue incoerenze. Tu riesci a pensare a lui come uno strumento, io solo come un carnefice.
E’ brutto dirlo, ma non ho piu’ fede in nulla, non solo in lui ma neppure in qualcosa di superiore ne’, tanto meno, in me stessa. Mi attacco solo a quella che era la mia vita prima di entrare qui. Non e’ passato giorno senza che ci pensassi, era in quella vita che dovevo restare. So che non e’ rimasta li’ ad aspettarmi, e’ cambiata e mi fa paura anche quello che trovero’ fuori, ma se restassi qui finirei per morirne.
Perdonami e non sentirti abbandonata, ti prometto che trovero’ il modo di mettermi in contatto con te, per vedere se stai bene e assicurarmi che tu non abbia bisogno di aiuto. Spero che prima o poi tu cambi idea e mi raggiunga fuori di qui, potrai sempre contare su di me per qualsiasi cosa.
Devo andare, rimangono poche ore di buio e non voglio che mi vedano e che tentino di fermarmi, proverebbero a farmi il lavaggio del cervello e mi porterebbero da lui… non voglio.
Ti voglio bene, ricordalo sempre.
 
postato da: blogexperiment2 alle ore 09:04 | link | commenti (6)
categorie: strane storie
martedì, 17 novembre 2009

E' sempre questione di fede

Cara Marghe,
lo so che vuoi lasciare la comunita’, stanotte ti ho sentita piangere.
So come ti senti, perche’ ci sono passata anch’io. Ricordo quante aspettative avevamo, quando siamo arrivate qui, ricordo l’entusiasmo e l’accettazione dei tanti sacrifici quasi fossero per noi senza peso, persino il taglio a zero dei capelli…
Ho visto come lo guardi, ormai con odio. L’ho provato anch’io e mi ha quasi consumata, perche’ piu’ che per lui era per me, per averci creduto. Poi ho capito. E’ sempre questione di fede, solo di fede. Non la fede in lui che ci annullava, ottenebrandoci il cervello ma la fede nel percorso che stiamo facendo. Quale percorso? penserai, quale, se il nostro dio si e’ rivelato un semplice uomo? Il percorso che riduce il dio a uomo e innalza l’uomo a strumento di Dio. Io l’ho visto chiaramente, sotto la mancanza di rispetto e di attenzione, sotto alla presunzione dell’ego e all’interesse, ho visto chiaramente che lui e’ il Suo strumento, e’ il nostro strumento. Ascoltalo davvero, quando parla, ti accorgerai che quello che dice, sotto gli strati di fumo per gli allocchi, e’ l’essenza della verita’ ed e’ nostro compito raccoglierla e ripulirla perche’ possa risplendere. Ci regala diamanti, anche se tu vedi solo delle brutte pietre con cui ti fai ferire.
Questo e’ il tempo della disillusione, ed e’ proprio ora che e’ necessario restare. Ti prego, trova in te la forza per lavorare con quello che realmente abbiamo e costruire la strada che ci portera’ alla luce.
Resta con me, sorella.
postato da: blogexperiment2 alle ore 11:37 | link | commenti (9)
categorie: strane storie

Legittimazione

Piove e fa freddo. Guardo fuori dalla finestra le case, la strada, le poche persone che camminano sul marciapiede a quest’ora: qualche donna con il sacchetto della spesa, qualche anziano, il resto del mondo e’ al lavoro, tranne me, mi son data malata.
Anche tu non sei al lavoro, ne’ tua moglie, chissa’ se e’ ancora tua moglie… Hai detto che avresti chiamato, una volta finita, ma la telefonata tarda ad arrivare, chissa’.
Traccio dei segni sulla condensa del vetro e aspetto, stupidamente aspetto senza neanche riuscire a immaginare di fare qualcosa, anche solo per non pensare ossessivamente e inutilmente a te, a lei e a quello che sta succedendo.
Che poi, alla fine, e’ solo una formalita’. Sono tre anni che l’hai lasciata e so che con lei non ci torneresti mai. Ma so anche che in qualche modo credi d’amarla ancora e che non sara’ il divorzio a cambiare le cose.
Non le cambiera’ nemmeno per me, l’eterna amica. Lei l’ha intuito, quello che provo, e ne e’ sempre stata gelosa. Tu invece pensavi che fosse lei fissata, sentivi sempre il suo fiato addosso, per tutto, e ti sei divincolato. Almeno su questo aveva ragione, ma dirtelo non avrebbe aiutato ne’ voi ne’ me. E cosi’ ho continuato a far l’amica, ad esserci sempre per ascoltarti e consolarti e a morire dentro perche’ per me non c’era niente.
Ora e’ finita e dovrei essere contenta, se avessi ancora qualche speranza, ma so che non ce ne sono e posso solo aspettare la tua telefonata e ascoltare il racconto di quello che vi siete detti, le ultime recriminazioni, l’addio, se lei piangeva, le tue emozioni…
E’ buffo, l’ho sempre invidiata e anche ora la invidio perche’ almeno lei quello che prova te l’ha sempre potuto dire, lei, anche da ex-moglie, e’ legittimata, io no. Non si puo’ piangere la perdita di quello che non si ha mai avuto e allora posso solo arrabbiarmi con me stessa e dirmi che queste sono lacrime di rabbia. Forse, almeno la mia rabbia, puo’ essere legittima.
postato da: blogexperiment2 alle ore 11:04 | link | commenti
categorie: strane storie
lunedì, 16 novembre 2009

Tribute

Ormai sono entrata nel girone delle Tribute Band.

Prima o poi finiro' per scappare con il chitarrista.

postato da: blogexperiment2 alle ore 10:58 | link | commenti (4)
categorie: strane storie
venerdì, 13 novembre 2009

In un modo o nell'altro

Visto che, tutto sommato, ho poche speranze di scrivere comunicati stampa per i Carabinieri, temo finiro' per tornare agli omicidi, prima o poi.
postato da: blogexperiment2 alle ore 13:37 | link | commenti (3)
categorie: strane storie

Comunicato stampa

Ma per scrivere i comunicati stampa dei Carabinieri bisogna arruolarsi nell'arma? No, perche' magari potrei propormi e se poi mi dessero anche la liberta' di formulare ipotesi sui casi irrisolti sarei felice di dare il mio contributo creativo ... insomma, sarebbe un peccato sprecare questo talento finora insospettato!
postato da: blogexperiment2 alle ore 11:53 | link | commenti
categorie: strane storie