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venerdì, 16 ottobre 2009

Cose che si muovono

  • Ho ricominciato il corso di yoga, rimette in circolo l’energia ed e’ un’ottimo rimedio al brusco freddo di questi giorni.
  • Ho fatto un collage che non posso pubblicare per problemi tecnici ma che penso di appendere in casa perche’ mi piace e in qualche modo mi rappresenta. Il collage e’ qualcosa che, come l’acquerello ma in modo completamente diverso, mi serve per la scrittura. In particolare lo vedo legato alla storia di Martina e Federico, per il suo impatto visivo e per i cortocircuiti visionari che sa creare.
  • La mente torna spesso al seguito della storia di Martina e Federico, penso debba ancora maturare ma non e’ assolutamente abbandonata, mi metto nella giusta disposizione d’animo e aspetto che l’inconscio e le forze cosmiche lavorino per me.
  • Nel frattempo vivo in modo ricettivo, in qualche modo sto accumulando materiale, probabilmente nell’ultima vita ero uno scoiattolo (e questo spiegherebbe anche la mia dispensa…).
  • Mi sono iscritta ad un minicorso/conferenze sulla scrittura. Non ho idea di come si sviluppera’ ma sicuramente sapro’ portare a casa qualcosa di utile.
  • Ho un progetto. Sono anni ormai che scrivo racconti. Un po’ di materiale e’ andato perso con il vecchio blog, ma molte cose sono state salvate. Sto pensando di farne una raccolta gia’ da un po’, ora pero’ ho idee piu’ chiare sul senso, sul tema di questa raccolta. Mi piacerebbe inserire alcune delle mie foto, ma questa e’ una cosa che va studiata. Sono contenta di vedere quello che ho fatto fino ad ora come una risorsa, come un percorso e non come testi isolati, e’ uno scarto mentale per me fondamentale.

Che altro dire? Alla via cosi'!  Come direbbe anche il Capitano Kirk.

postato da: blogexperiment2 alle ore 11:56 | link | commenti (9)
categorie:
venerdì, 09 ottobre 2009

Nel buio, la' fuori

Non basta aver inquinato il nostro pianeta, averlo disboscato, stravolto, insozzato di rifiuti tossici senza nemmeno un vero beneficio per l’intera razza umana, ma riuscendo solo a dividerla in ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati, in tante piccole fazioni di nemici, pronti a spararsi in fronte o alle spalle con armi sempre piu’ devastanti...
Ora andiamo a bombardare anche la luna.
C’e’ vita nel resto dell’universo? Si’, ma ci evitano come la peste! E chi puo’ dargli torto?
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:46 | link | commenti (4)
categorie: un mondo senza buon senso
giovedì, 08 ottobre 2009

Sogni morti

I parenti non li sopportava proprio, e si vedeva. Non ci sapeva fare, li trattava con freddezza. Nessuna compassione, nessuna solidarieta’. Fissando un punto alle loro spalle, comunicava il prezzo e se quelli protestavano o chiedevano uno sconto, alzava le spalle e diceva che dovevano parlare con il titolare. Era chiaro che non sapeva trattare con i vivi, lei era brava solo con i morti. Ricomponeva cadaveri, modellandoli come se fossero statue e rendeva il loro aspetto piu’ che accettabile, anche nei casi piu’ disperati. Nel trucco era davvero insuperabile, per questo non si sarebbero mai sognati di sbarazzarsi di lei, nonostante la sua inesistente propensione per i rapporti umani. Grazie alla sua abilita’, i defunti apparivano come trasfigurati, i loro volti esprimevano un’estasi che, a ben guardare, era un po’ ambigua, tra lo spirituale e il carnale, ma che riusciva a dare ai parenti l’illusione di un trapasso sereno, suggerendo, persino, l’inizio di una vita ultraterrena. Il suo talento era stato notato ed apprezzato, questo aveva fatto guadagnare clienti importanti e famosi all’agenzia funebre.
Spesso cenava da sola nel laboratorio, una pizza o take away cinese, le prime volte i fattorini facevano battute, gesti scaramantici e la guardavano come se fosse matta, a mangiar li’, sola, a tarda ora, poi, pian piano si erano stufati, si limitavano a fare la loro consegna e a ritirare i soldi in fretta, raggelati, piu’ che dal posto, dal suo silenzio.
Il silenzio le piaceva molto, era il suo elemento naturale, favoriva la sua ispirazione mentre fissava, masticando il meno rumorosamente possibile, i cadaveri. Si considerava un’artista, piu’ che una buona artigiana e nei corpi immobili vedeva materia grezza da plasmare, nei volti bluastri, storie da riscrivere. Questo era lo spirito con cui si dedicava al suo lavoro, anche se sapeva perfettamente che nessuno, a parte lei, sarebbe stato in grado di comprenderlo. Vedeva quelle storie, chiare e precise come sequenze di film, tra le pieghe di facce deformate, le creava per poi cancellarle subito dopo o smussarle in qualcosa di simile ma meno evidente. Sapeva che quelle visioni erano le vere vite dei defunti, non quelle che si erano costretti a vivere ma quelle che avrebbero voluto, con tutti i sogni impossibili e assurdi mai realizzati, mai confessati, neanche a se stessi. Lasciava a meta’ la pizza,  o il pollo con le mandorle a raffreddarsi nella vaschetta d’alluminio, e dava una seconda occasione a quelle vite mai vissute, rappresentandole per mezzo dei corpi stesi sui lettini. Afferrava i sogni che riaffioravano dai pori come bolle d’aria che riemergono da acque paludose e li stendeva, strato dopo strato, in disegni mai tracciati, restituendoli ai rispettivi proprietari, affinche’ ci si potessero finalmente riconciliare. Ecco perche’ alla fine i volti si abbandonavano all’estasi e perche’ lei doveva smorzarla un po’ a colpi di fondotinta opacizzante: di sicuro, i parenti, i vivi, ne sarebbero rimasti turbati.
postato da: blogexperiment2 alle ore 11:21 | link | commenti (4)
categorie: strane storie
mercoledì, 07 ottobre 2009

Esempio

Si puo’ credere alla legge dell’attrazione o della casualita’, comunque sia, e’ per me sorprendente rendermi conto di come le persone che “capitano” nella mia vita abbiano sempre qualche lezione da insegnarmi.
Ne ho appena ricevuta una che mi ha mostrato come e’ possibile realizzare un progetto, un sogno, nonostante tutte le difficolta’ e i sacrifici.
Grazie per avermi ricordato che difficile non e’ impossibile.
postato da: blogexperiment2 alle ore 09:13 | link | commenti (1)
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