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venerdì, 31 luglio 2009

A presto

Parto piu’ serena e piu’ contenta.
Non credo dormiro’ sotto i ponti e se ci sara’ da adattarsi mi adattero’.
Per il resto spero di godermi l’atmosfera, le scoperte e riscoperte, il piacere di fotografare e di guardare.
Parto ma resto anche qui, e’ come se fossi sempre in casa.
Resto ma parto e mi porto la musica per me, che mi accompagni, dolce, in questo viaggio un po’ piu’ lungo di quelli quotidiani.
Parto ma torno. E profumero’ di sacher.
postato da: blogexperiment2 alle ore 13:10 | link | commenti (1)
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Marco

Abschnitt 3: numeri e denaro. La moneta corrente e' ancora il marco.
postato da: blogexperiment2 alle ore 07:55 | link | commenti
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giovedì, 30 luglio 2009

Desperate mission

Ovvero come recuperare quel poco di tedesco che sapevo in 4 (ormai 3 ) viaggi in treno casa-lavoro.
Questa mattina ho scovato la grammatica a colpo sicuro, ricordavo di averla confinata sul primo ripiano del mobile della sala, dietro un’altra fila di libri.
E’ ancora decente, forse per l’uso moderato, ma si vede che ha la sua eta’.
La prima lezione si apre con una landkarte dell’Europa, ma tu guarda: la Germania e’ ancora divisa in due! Spero di non arrivare mai alla sezione dedicata alla storia: potrei scoprire l’ultimo aggiornamento risale a Federico II. Ah, si’, sono queste le cose che fanno sentire giovani! Giovani… ritrovo una fotocopia sul pronome indefinito “man” (oddio, questo l’avevo proprio rimosso!) usata sul retro per uno scambio di messaggini con un mio compagno di corso… converra’ farla sparire prima che cada nelle mani delle nuove generazioni (che sicuramente non hanno bisogno di incoraggiamento per cazzeggiare durante le lezioni!).
Lo so, non ce la faro’ mai a ricordarmi la struttura della frase, i vocaboli, i verbi, ma mi rimane una consolazione, l’essenziale lo so dire: “schnell, eine sacher torte, bitte!”
postato da: blogexperiment2 alle ore 13:09 | link | commenti (2)
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Sintetico

Questo e' un blog sintetico.

La sera, prima di andarmene, abbasso la tapparella, spengo la luce e me lo sfilo lentamente di dosso.

Nel buio, fa le scintille.

postato da: blogexperiment2 alle ore 09:03 | link | commenti
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mercoledì, 29 luglio 2009

Pero'

Pero'.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:37 | link | commenti
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lunedì, 27 luglio 2009

Avventure

Erano anni che non organizzavo un viaggio cosi' "avventuroso". Probabilmente ricordero' nel modo peggiore perche' ho smesso.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:33 | link | commenti
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giovedì, 23 luglio 2009

Scoperte

Ho scoperto l'acqua calda. Con grande piacere e qualche beneficio.
postato da: blogexperiment2 alle ore 07:46 | link | commenti
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giovedì, 16 luglio 2009

Stracci

Stracci strizzati si strofinano stanchi su pavimenti sempre lerci.

Non ho piu' coscienza di tutti i punti in cui mi sto sfilacciando.

postato da: blogexperiment2 alle ore 08:25 | link | commenti (2)
categorie: strane storie
martedì, 14 luglio 2009

Bavagli

scaricaillogoepubblicalo

postato da: blogexperiment2 alle ore 11:47 | link | commenti
categorie: un mondo senza buon senso
martedì, 07 luglio 2009

Dita di nuvole

Mostruose nuvole in 3D concentravano i loro carichi di pioggia come un’enorme mano che si stringeva sopra di me. Il treno, destriero lercio e malconcio, mi ha strappato a quelle soffocanti dita nere. Dardi di grandine ci hanno raggiunti lungo la strada, e poi pioggia, pioggia come decenni di fondi di magazzino da smaltire con i saldi. La stazione era palude, lago, fiume, non mancavano neppure le cascate. Non passava un gondoliere neanche a pagarlo come  turisti giapponesi. Mai che il Comune si organizzi per tempo e faccia un elenco gondolieri come fa con gli spalatori per la neve. Eppure i turisti giapponesi qui non mancano.
L’ombrello da borsetta non ha salvato ne’ me ne’ il contenuto della borsetta, forse a lasciarcelo dentro salvava almeno quello e mi sono ritrovata poi ad asciugarmi anche le mutande con il phon.
Come se niente fosse dopo un po’ e’ comparso il sole e si e’ beccato subito un vaffanculo. Quello pensa sempre di poter fare i comodi suoi.
Noi invece no, mai, e a volte se ne sente il peso e manca il fiato pensando possa tutto sfuggire tra le dita. Le dita nostre, non quelle di nuvole, che mi stanno afferrando e strangolando lo stomaco, mentre sono le tue che vorrei sentire, su di me.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:22 | link | commenti (2)
categorie: strane storie