“Oggi vorrei parlare di una visione.”
“Avuta in sogno?”
“Io non sogno mai, lo sa.”
“Tutti sognano ma non tutti ricordano cio’ che sognano.”
“Io non li ricordo, gliel’ho gia’ detto.
“D’accordo. Una visione in stato di veglia, allora.”
“Si’, forse pensavo ai fatti miei o fantasticavo e mi e’ come apparsa questa immagine in movimento.”
“Me la descriva.”
“Non so se riusciro’, ce l’ho nitida nella mente ma non e’ semplice da tradurre in parole.”
“Ci provi.”
“Allora, e’ una sorta di rotazione geometrica nello spazio.”
“Non capisco.”
“C’e’ questa superficie piatta, neutra, bianca forse. Sopra due solidi adagiati uno sopra l’altro, uno rosso e uno blu.”
“Sta parlando di figure solide come una sfera o un cubo?”
“Si’, ma sono solidi piu’ complessi, di cui non penso esista un nome specifico.”
“Continui.”
“Quello rosso e’ appoggiato direttametne sul piano, l’altro e’ sovrapposto al primo, inizialmente solo con un’estremita’, poi, senza averne percezione, copre completamente l’altro solido.”
“In che senzo senza averne percezione?”
“Non ho percepito lo spostamento ma non c’e’ neppure stato un brusco cambio di immagine.”
“E’ questa la rotazione che diceva?”
“No, questo e’ qualcosa di secondario, ininfluente, tra le due posizioni di parziale e completa sovrapposizione e’ come se non ci fosse una reale differenza, anche se, proprio a quel punto, i colori dei due solidi si sono mischiati.”
“Come?”
“Entrambe le figure sono diventate striate sia di rosso che di blu. Hanno mantenuto le differenze fisiche iniziali e si vede che sono due cose separate, ma il colore delle loro superfici e’ lo stesso, come se fatte dello stesso tessuto, della stessa materia.”
“Quali sono le differenze fisiche tra di loro?”
“Il solido che era rosso ha linee piu’ curve, sferiche mentre quello blu e’ piu’ spigoloso, squadrato.
“Dopo il cambio di colore cosa succede?”
“Il solido che continuero’ a chiamare blu si solleva facendo una rotazione di quasi 180 gradi su se stesso, si stacca dal solido rosso e si deposita sul piano neutro.
“E poi?”
“Poi, senza che ci sia una pausa tra la fine dell’azione di uno e l’inizio dell’azione dell’altro, anche il solido rosso si alza, ruota su se stesso e si posa sul solido blu, prima sovrapponendosi completamente, poi solo con l’estremita’ superiore appoggiata un po’ piu’ in alto rispetto al centro dell’altra figura.”
“Poi?”
“Poi basta. Ora che l’ho raccontato sembra molto stupido, non avrei dovuto farlo.”
“Non e’ stupido. Lei e’ rimasto colpito da questa visione, mi spieghi perche’.”
“Mi e’ sembrata molto bella, quasi struggente. Non erano belli i due solidi in se’, le loro forme non avevano particolarita’ tali da renderli interessanti da un punto estetico, i loro colori erano molto vividi, quasi pulsanti, ma io sono rimasto affascinato soprattutto dal loro movimento di rotazione.”
“Perche’?”
“Era un movimento lento e fluido, come una danza. La bellezza consisteva nel senso di armonia che trasmettevano, e anche di reciprocita’, ecco, si’, di reciprocita’.”
“Reciprocita’?”
“Si’, come di un passaggio, uno scambio tra un solido e l’altro, di un’unione, di un contatto mobile che viene rinnovato reciprocamente… mi spiace, mi rendo conto di dire cose assurde.”
“Non penso siano cose assurde, ha avuto una bella visione che le ha provocato sensazioni positive.”
“Si’, ma perche’ ne sono cosi’ ossessionato da giorni e quando la visione svanisce mi sento cosi’ triste che mi metterei a piangere?”