L'appuntamento e' alle 9,30 per la colazione. Io sono sveglia dalle 7 e la colazione l'ho appena finita, abbondante, molto abbondante, anche perche' ieri ho cenato con un hot dog e un gelato e sono andata a letto verso le due. Oggi sara' peggio. Quando gli altri saranno pronti lasceremo l'albergo che abbiamo trovato solo per stanotte e andremo al campeggio a montare la tenda, si dormira' in un ingloo in 4, dovremo metterci d'accordo su che lato dormire e girarci in modo sincronizzato. Il resto della giornata lo passeremo a zonzo, a visitare la citta', in attesa di metterci in fila per l'iscrizione, sperando ci diano un buon posto, e poi si attacca a suonare, dalle 19 a mezzanotte, una pausa ogni tanto per chupito e succo di pera, per una birra e per mangiare, spero non un altro hot dog.
C'e' in giro di tutto, carrelli della spesa pieni di strumenti, un pianoforte montato su una moto (e non e' li' fissa, ma gira per le strade con il pianista su che suona), acrobati, mangiafuoco, biciclette convertite in porta-attrezzi e costumi di scena per teatranti all'aperto, bellissime signore cinesi vestite da principesse che non ho ancora avuto modo di vedere esibirsi.
Io ho portato Filippo, ogni tanto lo scuoto o lo picchio a tempo, lui non e' molto contento e mi ricopre di una strana polvere che viene dalle sue viscere bucate, quando mi stufo di questa nevicata giallastra, batto le mani o ballo, se lo so, canto anche il ritornello.
Filippo e' ottimo per distrarre i bambini, soprattutto quelli molto piccoli, a riprova che per divertirsi l'uomo ha in realta' bisogno di cose semplici.
Ieri ho passato la serata seduta in mezzo alla strada, le rare macchine autorizzate che passavano si dovevano scansare, e poi a una certa ora non sono passate piu' neanche quelle e la strada era solo piena di gente stupita e contagiata.
E' bello che ci siano ancora spazi simili che permettono alla gente di vivere la strada, le piazze, la bellezza dei monumenti di un centro storico che non conoscevo e che mi ha meravigliata. E' una cosa in controtendenza con certi provvedimenti di sindaci preoccupati del decoro che vorrebbero mettere le loro citta' sotto vetro e far pagare il biglietto per un patrimonio universale, sicuramente da rispettare ma non da blindare in atmosfera protetta.
Mi preoccupa un po' il rientro di domenica, non so che ore faremo e lunedi' mi tocca la levataccia alle 6, spero che qualche commuter compassionevole mi svegli alla mia stazione, o rischio di restare addormentata in treno fino a mezzogiorno, avanti e indietro sulla stessa tratta.
Vedremo quanta resistenza ho ancora, queste son cose da fare a vent'anni, ma forse me le godo di piu' adesso, perche' mi e' pesato tanto non poterle fare prima.
Il post forse e' un po' sconclusionata (la mia lucidita' gia' vacilla), ma ho tempo da buttar via, una connessione gratis e soprattutto la voglia di fermare qualche impressione. Conviene approfittare delle buone occasioni, sia per scrivere che per vivere.