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lunedì, 21 dicembre 2009

Aggiornamento neve

Continua a cadere senza accennare a fermarsi.
Una sagoma scura corre nel parco, sembra un daino.
Nel silenzio irreale sento in lontananza ululare lupi affamati.
Inizio a preoccuparmi un po’.
postato da: blogexperiment2 alle ore 14:47 | link | commenti (1)
categorie:

Neve

Ancora turbini e mi fai girar la testa.
Mi abbagli e rido.
Ti guardo e sogno.
Ti penso e tremo.
Come un fiocco mi sciolgo e
senza difese, mi fai gelare.
postato da: blogexperiment2 alle ore 11:23 | link | commenti (5)
categorie: poesia forse
venerdì, 18 dicembre 2009

Ma come si fa

hen pride
postato da: blogexperiment2 alle ore 15:41 | link | commenti (10)
categorie: la gallina non e un animale
giovedì, 17 dicembre 2009

Train dreamer 5.1

td5A
postato da: blogexperiment2 alle ore 13:37 | link | commenti
categorie: disegno, foto e rielaborazioni

Train dreamer 5

td5
postato da: blogexperiment2 alle ore 13:35 | link | commenti
categorie: disegno
martedì, 15 dicembre 2009

Train dreamer 4.1

td4a
postato da: blogexperiment2 alle ore 09:13 | link | commenti (2)
categorie: disegno, foto e rielaborazioni

Train dreamer 4

td4

postato da: blogexperiment2 alle ore 09:02 | link | commenti
categorie: disegno
mercoledì, 02 dicembre 2009

Indignata

Come osa certa gente a dire che vorrebbe una centrale nucleare nel proprio giardino? Vallo a dire a Chernobyl, se hai il coraggio!
In quali mani affideremo le scorie radioattive se quelle stesse mani non sono in grado di gestire i rifiuti di Napoli?
Ne’ nel mio giardino, ne’ in quello di nessun altro.
postato da: blogexperiment2 alle ore 09:06 | link | commenti (7)
categorie: un mondo senza buon senso
lunedì, 30 novembre 2009

E' stato un piacere, amore mio

Avrei potuto regolare la faccenda con un bonifico, ma farlo di persona e’ un piacere che non mi voglio negare.
Mi vesto per l’occasione, un vestito con fiori stilizzati, sfumati pastello, impalpabile, leggero, finalmente leggera. La scollatura e’ profonda, le spalline sono sottili e lasciano  anche la schiena scoperta. La stoffa mi accarezza le gambe nude mentre mi muovo per la stanza e calzo scarpe con i tacchi. Un tocco di rossetto ed esco.
Ticchetto ritmata lungo il corridoio che porta all’ufficio, entro annunciata.
Lui mi viene incontro galante, mi prende le mani come se volesse aggrapparsi, mi guarda negli occhi ma so che, piu’ in basso, non gli sfuggono i seni. Parla, parla, non smette un attimo di parlare e sorride con un sorriso che gli arriva fino alle orecchie, sembra un cucciolo che saltella mendicando una carezza.
Mi siedo e gli firmo l’assegno, lo accetta imbarazzato, se potesse lo rifiuterebbe dicendo che per lui e’ stato un piacere. Poso la mano sul dorso della sua, come a trattenergli dentro quei soldi che si e’ meritato. “Grazie, davvero.”
Gli si spostano in su le orecchie per far posto ad un altro pezzo di sorriso che neanche sapeva di poter raggiungere e arriva la segretaria portando il vassoio del caffe’. Due tazze, la zuccheriera e un piccolo vaso con un bocciolo di rosa.
Mi giro e le sorrido, lei pure ed esce.
Lui mi chiede ora che progetti ho e mi offre incondizionato aiuto per qualsiasi cosa. Mi accendo la sigaretta con le mani che tremano un po’ e bevo il caffe’. Lo rassicuro, sapro’ cavarmela, anche grazie ai cospicui alimenti che e’ riuscito a farmi ottenere. Si’, il suo numero ce l’ho, non esitero’ a chiamarlo in caso di bisogno.
Mi alzo e gli stringo la mano, lui si trattiene a stento dall’abbracciarmi, e’ visibilmente commosso.
Esco, chiudendo la porta sull’immagine di lui, rosso in viso, gli occhi brillanti, che continua a fissarmi. Alla reception non c’e’ nessuno. Chiudo la porta dello studio e tu sei li’, sul ballatoio. Mi tiri in un angolo riparato e mi baci e mi tocchi ovunque. Poi ti scosti e ti aggiusti il vestito, i capelli.
“Devo rientrare, si chiedera’ che fine ho fatto.”
“Ok, ci vediamo da te stasera?”
“Si’, a chi li lasci i bambini?”
“Al padre, ora che siamo divorziati e ho io la custodia, gli e’ venuta improvvisamente la smania di vederli il piu’ possibile, approfittiamone finche’ dura.”
“Ciao.”
“Ciao.”
Scendo le scale, mi volto e sei ancora li’ a guardarmi.
“Ah..”  dico mostrandoti il bocciolo che stringo ancora in mano, “grazie per il caffe.”
“E’ stato un piacere, amore mio.”
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:46 | link | commenti (17)
categorie: strane storie

What women say

“io convengo con la segretaria che mi aveva descritto la signora Deborah Veneri coniugata Gelidi uno schianto di donna, una bellezza mozzafiato con un fisico da urlo”.
 
Il linguaggio delle donne, questo sconosciuto inascoltato!
 
Davvero esistono donne che descrivono altre donne in questi termini? Forse, ma in questo caso il perche’ e’ spiegato nel post successivo, liberamente ispirato da questo post di ilviaggiofermo.
postato da: blogexperiment2 alle ore 12:42 | link | commenti (2)
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